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LOTTA DURA. LA BATTAGLIA CIVICRATICA CONTINUA.

Ultimo aggiornamento Sabato 20 Maggio 2017 02:26 Scritto da Administrator Venerdì 19 Maggio 2017 07:07

LOTTA DURA. LA BATTAGLIA CIVICRATICA CONTINUA.

ANCHE I POLITICI DEVONO RISPETTARE LE LEGGI

SOPRATTUTTO QUANDO QUESTE TUTELANO

GLI INTERESSI DEI CITTADINI.

di Claudio Cavalieri d’Oro

Ancora non abbiamo capito quali interessi si stiano muovendo in Regione Lombardia, certamente non quelli dei Cittadini lombardi.

Quando pubblicai il mio primo post su questa scandalosa situazione, che allora si stava già preparando a detta delle chiacchiere di corridoio, venne visualizzato da oltre 38'000 persone!

Ora se ne sono occupate anche le IENE con il gustoso servizio televisivo che trovate qui allegato.

Il Consiglio della Regione Lombardia ha votato a maggioranza per la nomina del nuovo DIFENSORE CIVICO della Lombardia, ed il nominato è un certo signor CARLO LIO, detentore della sola LICENZA MEDIA, pensionato, percettore di VITALIZIO da parte della Regione Lombardia, ma soprattutto persona che in curriculum ha solamente incarichi politici come amministratore, che NON ha mai maturato le esperienze lavorative “almeno triennali” di tipo professionale, o dirigenziale, o direttivo (come prescrive la legge anche se la stessa ammette deroghe in caso di esperienza politico-amministrativa), e che NON può certamente (sempre come invece prescrive la legge) essere riconosciuto ESPERTO “contemporaneamente” nei 3 settori del DIRITTO, dell'ECONOMIA e dell'ORGANIZZAZIONE PUBBLICA.

La legge - che impone un titolo di studio adeguato - è stata violata.

Non dimentichiamoci che la legge che disciplina la nomina del Difensore Civico Regionale è stata fatta per tutelare i diritti dei Cittadini che hanno bisogno di essere difesi dalle INADEMPIENZE della Pubblica Amministrazione (che spesso è condizionata proprio dalle decisioni dei Politici), e che il Difensore Civico, per tutelare questi diritti dei Cittadini, deve scontrarsi con situazioni complesse dal punto di vista sia Amministrativo che Legale, e che in Lombardia deve dirigere e coordinare il lavoro di molte persone preposte dalla Regione, oltre a un certo numero di altri specialisti che egli stesso provvederà a nominare.

Per chi ancora non sapesse, il Difensore è l'Autorità indipendente unica monocratica, istituita nello Statuto lombardo e nelle leggi della Lombardia, che è contemporaneamente:

Difensore Civico

Garante dei detenuti

Garante dei contribuenti

Garante dei pensionati

Garante degli utenti

Garante dei consumatori

e che, inoltre, ha significativi poteri fra cui il potere sostitutivo sugli enti locali. Fondamentale quindi un tale controllo sia per la tutela dei Cittadini, sia per la “tranquillità” di certi Politici e certi Amministratori che dovessero ritenere dal proprio punto di vista la COSA PUBBLICA come una COSA NOSTRA in palese e preoccupante CONFLITTO DI INTERESSI. Ecco perché voglio strenuamente sperare che ai vari Maroni, Salvini, Berlusconi, Gelmini, la situazione sia sfuggita di mano per distrazione, invece che decisa e voluta da loro stessi, con una ben misera figura anche per i propri rispettivi Partiti.

Tra i candidati per questa delicatissima funzione pubblica c’era anche l’avvocato Giuseppe Fortunato, in possesso di un CURRICULUM STRATOSFERICO, con abbondanza di requisiti a norma di legge, di titoli accademici, di esperienze nazionali e internazionali, considerato una vera autorità nel campo della Difesa Civica, ma per i Politici aveva evidentemente un DIFETTO…. la sua candidatura è stata presentata NON da un Partito, ma dalla Società Civile, rappresentata in questo caso dall’Associazione Nazionale dei Difensori Civici Italiani (ANDCI), da Civicrazia (federazione di Associazioni) e dall’Associazione Nazionale Italiana Diversamente Abili onlus, perciò è una persona INDIPENDENTE, totalmente IMPARZIALE, con anni di storia e di esperienza nella DIFESA dei più DEBOLI, impossibile da manovrare e da condizionare perché non avrebbe e non ha debiti di riconoscenza politica con chicchessia, fondatore e Leader del MOVIMENTO per la CIVICRAZIA, che vuole affermare il PRINCIPIO CIVICRATICO che la Politica DEVE essere ETICA, e DEVE fare gli INTERESSI dei Cittadini Italiani, e non quelli dei Politici stessi, dei Partiti, della SPARTIZIONE del POTERE e delle POLTRONE, degli EMOLUMENTI e dei VITALIZI.

Ovviamente l’avvocato Giuseppe Fortunato ha già fatto RICORSO nelle opportune sedi giudiziarie contro questa nomina che viola sfacciatamente le leggi e i diritti dei Cittadini.

BASTA con la MALAPOLITICA! Dobbiamo riportare l’ETICA nella POLITICA italiana, e restituire al nostro Popolo DIGNITA’ e SOVRANITA’, diritti inalienabili sanciti dalla COSTITUZIONE della REPUBBLICA ITALIANA.

UNIONE CIVICRATICA significa Dignità e Sovranità, e la Sovranità appartiene al Popolo che la esercita secondo le norme della nostra Costituzione, che è tanto bella ma anche poco attuata e poco rispettata da certi Politici che sembrano fare gli interessi di tutti tranne quelli del Popolo italiano.

http://mdst.it/03v722134/

 

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CITTADINI LOMBAAARDIIIII

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Maggio 2017 04:31 Scritto da Administrator Giovedì 04 Maggio 2017 04:28

CITTADINI LOMBAAARDIIIII

LA SOLITA PERNACCHIA DAI POLITICI?!

LOMBARDIA COME IL RESTO D’ITALIA?!

di Claudio Cavalieri d’Oro

Chi avesse letto i miei post precedenti saprebbe che il Consiglio della Regione Lombardia sembrava preparare una PORCATA tutta POLITICA alla faccia dei diritti dei Cittadini. Stiamo parlando della nomina del DIFENSORE CIVICO REGIONALE che, come AUTORITA’ INDIPENDENTE è posto dalla Legge a tutela dei diritti dei Cittadini e a loro difesa contro le malefatte e le inadempienze della Pubblica Amministrazione. Questa figura istituzionale ha dei poteri molto forti e non è, come molti pensano, un semplice avvocato difensore, ha il compito di garantire tutela ai Cittadini nei confronti della Pubblica Amministrazione, assicurando la legittimità, l’imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa, per risolvere situazioni di abusi, disfunzioni, mancanze o ritardi dell’amministrazione nei loro confronti.

E’ una FIGURA SCOMODA perché limita lo STRAPOTERE dei POLITICI e degli AMMINISTRATORI, al punto tale che nel 2010 con un decreto governativo è stata ABOLITA la figura del Difensore Civico COMUNALE.

La legge prescrive l’OBBLIGO che questa importantissima Funzione Regionale sia ricoperta da una persona che abbia “obbligatoriamente” tutti e TRE i seguenti REQUISITI: "essere esperto nei settori del DIRITTO, della ECONOMIA e della ORGANIZZAZIONE PUBBLICA"; inoltre "essere in possesso di una qualificata esperienza professionale, almeno decennale", "preferibilmente nel campo della difesa dei diritti dei cittadini". L'esperienza politica è stata per legge "equiparata" all'esperienza richiesta ma occorre sempre "essere esperti nei settori del DIRITTO, dell'ECONOMIA e dell'ORGANIZZAZIONE PUBBLICA", e tutto ciò “contemporaneamente”; infatti il Difensore dei diritti dei Cittadini deve essere in grado di contestare alle Pubbliche Amministrazioni inadempienti l’applicazione di norme, leggi e codicilli, e deve essere in grado di emettere decreti che vadano a sanare SENZA PERDITE DI TEMPO le evidenti situazioni di ingiustizia e di prevaricazione dei diritti della Popolazione.

Cosa è successo in Lombardia? In quella Lombardia che si è sempre (anche giustamente) vantata di essere una delle Regioni meglio amministrate d’Italia?

Dopo aver sostenuto a spada tratta la candidatura di Henry Richard Rizzi, sempre presentatosi come Dottore Commercialista (che già con la Difesa Civica non centra un tubo) e poi recentemente si è scoperto essere solamente un Ragioniere, hanno appena eletto come Difensore Civico Regionale CARLO LIO, in possesso della sola LICENZIA di TERZA MEDIA, già PENSIONATO e percettore di VITALIZIO da parte della REGIONE LOMBARDIA.

Alla chiusura del bando per la nomina del nuovo Difensore Civico Regionale abbiamo riscontrato 14 candidati, 13 presentati dai Partiti, solo uno, l’Avvocato Giuseppe FORTUNATO presentato dalla Società Civile, il suo curriculum è stato presentato da Associazione Nazionale dei Difensori Civici Italiani (ANDCI), da Civicrazia (federazione di Associazioni) e dall’Associazione Nazionale Italiana Diversamente Abili onlus.

Un curriculum di tutto rispetto e affidabilità perché l’avvocato Fortunato altre a possedere la laurea in Giurisprudenza ottenuta con lode e il titolo di avvocato, è anche uno dei 4 soli avvocati al mondo selezionati e nominati quali Esperti Avvocati Patrocinatori ai sensi dell'articolo 2 dello Statuto dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica e si occupa professionalmente anche della Pubblica Amministrazione sia della Città del Vaticano che della Santa Sede).

Ha esperienza diretta della Pubblica Amministrazione essendo anche stato Segretario Comunale vincitore di concorso in più sedi; ha inoltre svolto le funzioni di Direttore al Consiglio di Stato per più anni già nel 1998; oltre alla laurea con lode possiede titoli post-laurea tra cui una Specializzazione triennale in Diritto Amministrativo e Scienze dell'Amministrazione e anche quella triennale in Diritto del lavoro (utilissima per i rapporti privatizzati di impiego con la pubblica amministrazione), possiede il Diploma di Perfezionamento in Amministrazione e Finanza degli Enti Locali e il Diploma di Federalismo antico e moderno e inoltre quello annuale con presenza obbligatoria residenziale (mattina e pomeriggio) presso la LUISS in Ordinamento e Management degli Enti locali o il Master annuale in Economia del Settore Pubblico del FORMEZ, anche questo con presenza full-time mattina e pomeriggio; è stato designato da varie Università in Comitati scientifici e Commissioni nella Pubblica Amministrazione; ha in curriculum attività annuali di ricerca quale vincitore di concorsi del C.N.R. e di Università.

Per 7 anni è stato Componente del Garante per la protezione dei dati personali, Ispettore sui Servizi Segreti, sulla Magistratura e sulle attività segretate del Ministero degli Interni, Coordinatore del Laboratorio Privacy Sviluppo cui partecipano 25 Garanti della Privacy di tutto il mondo, e di conseguenza ha una forte esperienza in attività internazionali quale Coordinatore del Laboratorio Privacy Sviluppo di 25 differenti Autorità Garanti della Privacy nel mondo; e al Laboratorio Privacy Sviluppo ha formalmente aderito la Conferenza Nazionale dei Garanti dei detenuti, alla quale Fortunato ha partecipato in molte occasioni con significativa cooperazione.

E inoltre è stato per sei anni amministratore della più importante Unità Sanitaria del Mezzogiorno, …e tantissime altre esperienze tra cui ovviamente l’aver esercitato più volte come DIFENSORE CIVICO, impegnato internazionalmente in tale campo e Direttore di Master per Manager della Pubblica Amministrazione, e non a caso è il presidente della Associazione dei Difensori Civici Italiani.

Un OSSO MOLTO DURO DA RODERE, e una potenziale spina nel fianco di quei POLITICI FURBETTI che si ostinano a ritenere la COSA PUBBLICA come COSA LORO, e che perciò ignorano questa candidatura ben sapendo che una persona come l’avvocato Giuseppe Fortunato possiede un curriculum stratosferico, con immensi requisiti per l’incarico di cui si discute la nomina, e la dimostrata ferrea volontà di esercitare tale nomina per DIFENDERE I DIRITTI DEI CITTADINI.

UNIONE CIVICRATICA si sta battendo con tutte le sue forze per DENUNCIARE questa ennesima PORCATA ai danni dei Cittadini. ABBIAMO BISOGNO di un DIFENSORE CIVICO che non sia asservito a questo o quel partito che lo ha nominato e a cui debba sentirsi RICONOSCENTE. Abbiamo bisogno di un Difensore Civico PREPARATO e IMPARZIALE, che non guardi in faccia a nessuno e che non si senta in debito con nessuno. Ecco perché le norme prevedono, e una recentissima SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO ha ribadito che una volta ritenuto che un candidato sia in possesso dei requisiti (esperto e con esperienza decennale, preferibilmente nel campo della difesa dei diritti dei cittadini) per procedere occorre la "comparazione" e la "raffrontabilità" dei requisiti, (sentenza 4718 del 15 novembre 2016 del Consiglio di Stato, Sezione Quinta). Specificamente occorre "prendere in considerazione di ogni candidato i titoli elencati nel curriculum" (sentenza n. 6394 del 19 ottobre 2009 del Consiglio di Stato, Sezione Quinta).

RIUSCIREMO FINALMENTE a vivere in uno STATO di DIRITTO dove siano tutelati gli INTERESSI dei CITTADINI e non solamente quelli dei Politici e dei Partiti?

UNIONE CIVICRATICA significa DIGNITA’ e SOVRANITA’ e la Sovranità appartiene al Popolo che la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione.

 

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La Diffusione dell' Omdudsman in Europa: il modello inglese

Scritto da Administrator Domenica 30 Aprile 2017 08:45

La diffusione dell’Ombudsman in Europa: il modello inglese

A seguito dello sviluppo dell'Ombudsman in Svezia e, più in generale nei Paesi scandinavi, i primi ad introdurlo nei loro ordinamenti furono i paesi di tradizione anglosassone.

In tali paesi l'istituzione dell'Ombudsman veniva a supplire in primo luogo alla carenza di un organico sistema di giustizia amministrativa concorrente con la giustizia ordinaria, in relazione alla presa d'atto della insufficienza degli istituti apprestati da quest'ultima a porre rimedio agli abusi della P. A., da un lato perché comportano procedure formali lente e costose e dall'altro perché in sede giurisdizionale viene presa in esame solo la legittimità degli atti amministrativi con esclusione di ogni sindacato sulla loro opportunità e ragionevolezza.

Anche se il primo tra i paesi di Commom Law ad istituirlo è stata la Nuova Zelanda, degna di nota è la sua istituzione nell'ordinamento inglese ad opera del Parliamentary Commissioner Act del 1967: si trattò infatti del primo paese europeo ad accogliere il sistema dell'Ombudsman in un contesto ambientale diverso da quello scandinavo, caratterizzato, oltrechè da ampie dimensioni geografiche e da una considerevole densità di popolazione, dalla presenza di una macchina amministrativa complessa nonché di una prestigiosa istituzione parlamentare. Infatti, l'Ombudsman svedese, all'atto della sua ricezione inglese, ha subito una serie di modifiche che fanno del Commissario parlamentare un istituto ispirato all'Ombudsman ma dotato di propri elementi peculiari soprattutto in ordine alla nomina, alla competenza, al procedimento che adotta e al controllo cui è soggetto. In ordine alla nomina, essa è effettuata dalla Corona che provvede con lettere patenti su proposta del Governo; nell'ordinamento svedese, invece, l'Ombudsman è nominato dal Parlamento con esclusione di ogni intervento dell'esecutivo. Questa derivazione parlamentare, con il mutare del ruolo dell'Ombudsman, ha assunto essenzialmente la funzione di assicurargli la necessaria indipendenza: in particolare l'estraneità rispetto alla P.A. dipendente dal Governo ed oggetto del suo controllo. Come dimostra l'esperienza inglese, non sono decisive le forme di elezione astrattamente considerate: l'importante è che esse garantiscano in ogni caso l'indipendenza dall'esecutivo e, da questo punto di vista, nonostante il collegamento col governo nella fase istitutiva, l'autonomia effettiva del Parliamentary Commissioner è assicurata dalla durata in carica che è indeterminata, e dai requisiti che legittimano la revoca, possibile solo a seguito di decisione regia su richiesta di entrambe la camere. Anche se il Parliamentary Commissioner non si pone inizialmente come fiduciario del parlamento, la sua responsabilità verso di esso è disciplinata e il sistema dei rapporti tra i due soggetti è ispirato al modello scandinavo; anzi viene ad assumere importanza preponderante l'intermediazione svolta dal Select Committee, la Commissione Permanente istituita dalla Camera dei Comuni come mezzo di collaborazione e controllo. A tale Commissione il Parliamentary Commissioner rende conto del proprio operato anche rispetto ai singoli casi ed essa, oltre ad esprimere una valutazione in proposito, verifica presso le amministrazioni i risultati delle raccomandazioni e formula essa stessa raccomandazioni ai funzionari. La competenza del Parliamentary Commissioner è stata circoscritta inizialmente ad un certo numero di amministrazioni e servizi pubblici indicati in due allegati alla legge istitutiva: successivamente in relazione alla riforma del sistema amministrativo locale, sono state istituite Commissioni per le autonomie locali rispettivamente per Inghilterra, Galles e Scozia, composte da membri nominati dalla Corona ma responsabili verso l'organo rappresentativo dell'Ente locale e operanti secondo schemi affini a quelli del Parliamentary Commissioner. Sempre in ordine alla competenza del Parliamentary Commissioner, occorre sottolineare che sono esclusi dal suo controllo i giudici mentre vi sono soggetti i ministri; tuttavia considerata la particolare rilevanza del principio della responsabilità ministeriale nell'ordinamento inglese, essa ha influito in senso restrittivo sulla delimitazione dell'attività amministrativa oggetto di controllo, oltre ovviamente all'esclusione dell'attività di direzione politica. La legge, infatti, nel limitare la competenza del Parliamentary Commissioner all'esame dei reclami relativi alle ingiustizie in conseguenza di cattiva amministrazione (maladministration), non ha specificato ulteriormente il significato di tale espressione e il P.C. ne ha fornito una interpretazione restrittiva confinata ai vizi procedurali che afferiscono alle decisioni discrezionali, con esclusione di ogni controllo sulle decisioni ministeriali per non pregiudicare le prerogative del Parlamento. Ancora, tale principio della responsabilità ministeriale ha contribuito a restringere i poteri del Parliamentary Commissioner, che, appurato il vizio dimaladministration di un atto, può solo rivolgere raccomandazioni allo P.A. interessata: se essa resta inerte, può solo presentare una relazione alla Camera dei Comuni essendogli precluso citare in giudizio il funzionario responsabile in quanto questi opera dietro lo schermo della responsabilità ministeriale.

L'innovazione più significativa riguarda il procedimento in virtù del quale i reclami non possono essere indirizzati direttamente dal cittadino che asserisce di essere leso in un proprio interesse da cattiva amministrazione: egli deve rivolgersi ad un membro della Camera dei Comuni (Commoner) che, verificando l'ammissibilità e la fondatezza del reclamo, svolge una funzione di filtro rispetto alla successiva trasmissione al Parliamentary Commissioner. Tale innovazione serve da una parte per integrare più facilmente il nuovo istituto nel tradizionale sistema dei controlli parlamentari inglesi, e dall'altra per assicurare l'efficienza degli uffici del Parliamentary Commissioner evitando sovraccarichi che si prospettano frequenti in un paese densamente popolato.

Per quanto attiene al primo aspetto, non è superfluo sottolineare l'importante ruolo assunto nel sistema inglese dal Parlamento nella difesa dei diritti dei cittadini e nel controllo dell'amministrazione: si è infatti sviluppato un vero e proprio sistema di tutela dei cittadini dagli abusi della P. A. fondato sul rapporto diretto e personale (reso possibile dal sistema elettorale uninominale) tra il cittadino e il deputato del proprio collegio, per cui quando l'elettore si ritiene vittima di abusi si rivolge al proprio rappresentante il quale si interessa della questione presso le autorità competenti e, in caso di insuccesso, può rivolgere un'interrogazione al Governo in sede parlamentare. La situazione può poi evolversi nei casi estremi fino alle dimissioni del ministro responsabile. All'atto dell'istituzione del P. C. si è posto il problema di inserire tale istituto nel sistema salvaguardando le prerogative del Parlamento.

Sembra tuttavia che il "filtro" svolto dai Commoners non si sia rivelato così necessario e così efficace da giustificare una considerevole deformazione del modello scandinavo (caratterizzato dal ricorso diretto) acuita dal fatto che sono precluse al P. C. quelle indagini e ispezioni d'ufficio che rivestono un ruolo considerevole nell'attività dell'Ombudsman svedese.

   

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Difensore Civico della Campania – L’avvocato Giuseppe Fortunato diffida la Regione Campania che lascia ancora scoperto l’Ufficio e non ottempera alla sentenza del Consiglio di Stato, disponendo il suo insediamento in luogo di Francesco Bianco

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Dicembre 2016 16:51 Scritto da Administrator Martedì 20 Dicembre 2016 16:24

 

Difensore Civico della Campania – L’avvocato Giuseppe Fortunato diffida la Regione Campania che lascia ancora scoperto l’Ufficio e non ottempera alla sentenza del Consiglio di Stato, disponendo il suo insediamento in luogo di Francesco Bianco

Duro atto di diffida inviato in queste ore ai vertici della Regione dall’avvocato Giuseppe Fortunato. Nonostante la comunicazione e la notifica per le vie ufficiali del provvedimento giudiziario esecutivo del Supremo Consesso Amministrativo, ad oggi la Regione Campania non ha ottemperato a quanto previsto. E addirittura si apprende ora che qualcuno starebbe illecitamente ipotizzando l’emanazione di un nuovo avviso pubblico, pur non essendo prevista tale facoltà nell’avviso stesso.

Quella emanata nelle scorse settimane è la terza e definitiva sentenza - tutte e tre concordi – ottenuta dall’avvocato Giuseppe Fortunato nei confronti della Regione Campania per la nomina del Difensore Civico regionale. La Regione aveva eluso le prime due sentenze, che dichiaravano illegittima la nomina di Francesco Bianco. Con la prima sentenza il TAR aveva disposto l’illegittimità della nomina di Bianco. Sentenza confermata dal Consiglio di Stato. Nonostante tali due decisioni, la Regione Campania aveva nuovamente provveduto a nominare Francesco Bianco quale Difensore Civico della Campania. Nuovo ricorso e nuova sentenza del Consiglio di Stato, la terza. Che spiega ineludibilmente come la Regione Campania debba concludere il procedimento con la nomina comparativa secondo le esperienze e competenze peculiari tra i candidati. E l’avvocato Giuseppe Fortunato, candidato con i maggiori requisiti, come previsto dalla normativa, è  pronto per insediarsi, dopo tre anni e nove mesi di battaglie giudiziarie vinte.

Quanto strategica sia la presenza di un efficiente, preparato ed imparziale Difensore Civico in un contesto come quello della Campania, con le aule giudiziarie intasate fino all’inverosimile, è perfino superfluo ricordarlo. Al pari di quanto avviene regolarmente da sempre nelle altre regioni italiane, specie al Centro Nord, tale figura riverte il rilevantissimo ruolo di mediatore primo dei conflitti insorti fra il cittadino e lo Stato, svolgendo così anche una funzione sociale di incomparabile valore.

Lo sanno bene le migliaia di cittadini della Campania che a inizio anni Duemila si rivolgevano al Difensore Civico, trovando pieno accoglimento e composizione delle controversie, quando a rivestire questo incarico era all’epoca proprio Giuseppe Fortunato, in quanto già all’epoca era risultato primo nella graduatoria con un consistente distacco da tutti gli altri aspiranti.

Stavolta il distacco è ancora più netto. Eppure - si legge nella diffida -  la Regione Campania aveva nominato senza comparazione Francesco Bianco, benché il Consiglio di Stato disponga con chiarezza che non è possibile procedere ad effettuare tale nomina senza comparazione.

Nell'atto di diffida rivolto alla Presidente del Consiglio regionale, ai Presidenti di Gruppo consiliare,  a tutti i Consiglieri regionali e per conoscenza al governatore Vincenzo De Luca, Giuseppe Fortunato non usa mezzi termini. Considerato il fatto che «alla data odierna la Regione Campania non ha ancora emanato il provvedimento conclusivo comparativo del procedimento aperto con avviso pubblico, nei termini di cui alla sentenza del Consiglio di Stato, Quinta Sezione, n.4718, pubblicata e comunicata il 15 novembre 2016, con la nomina del Difensore Civico regionale – scrive – reputo molto gravi i tentativi di alterazioni del procedimento in conclusione con ipotesi di illecita riapertura dei termini o ipotesi di illecito nuovo avviso e le istigazioni a tale abuso».



Dopo aver ribadito quanto in proposito prevedono le leggi (compresa quella della Regione Campania, la n.23 del 1978, modificata e integrata dalla legge regionale campana n. 15 del 1985, a tutela della continuità del Difensore Civico), l’avvocato Giuseppe Fortunato pone l’accento sui rilievi penali che  assumono ora i comportamenti di non ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato da parte della Regione, non concludendo subito il procedimento con la dovuta nomina e addirittura lasciando ancora la funzione - statutariamente obbligatoria - scoperta.



Ogni giorno di mancato legittimo Difensore Civico è un giorno di danni gravi ai cittadini.



E a dover affrontare questa vicenda, qualora la Regione perseverasse, sarà probabilmente proprio la Procura della Repubblica, cui Giuseppe Fortunato sarebbe nei prossimi giorni pronto a rivolgersi nell’interesse dei 6 milioni di cittadini campani che attendono da anni un Difensore Civico pienamente operativo, forte di una nomina legittima, oltre che preparato ed efficiente. Una esigenza imprescindibile, questa, che probabilmente non sfuggirà al presidente della Regione Vincenzo De Luca, in nome della tante volte invocata azione politica improntata ad assicurare legalità e servizi ai cittadini.



 

Napoli, 20  dicembre 2016

 

Ufficio stampa Domina Comunicazione