PDFStampaE-mail

Un'idea brillante

Con la dichiarazione dell’emergenza sanitaria del 31 gennaio 2020, l’Italia è praticamente entrata in guerra contro un nemico invisibile, il coronavirus, che è in possesso di armi micidiali e sconosciute che non consentono alcuna difesa adeguata, se non una strenua ed eroica resistenza da parte di un esercito di eroici soldati: i nostri medici, i nostri infermieri e tutto il personale dei nostri ospedali.

Finora questa battaglia disperata conta oltre centoquaranta medici deceduti, e oltre ventiseimila cittadini deceduti.

Questi numeri ogni italiano dovrebbe tenere bene a mente, perché solo così può sostenere ogni giorno, con il suo comportamento, questa impari lotta.

Eppure, c’è qualcuno che tutto questo non solo l’ha dimenticato, ma ha anche, inopinatamente, messo in atto un’azione vessatoria proprio nei confronti dei medici.

Questo qualcuno che fa? Una bella mattina si alza, esce di casa, va in ufficio e, poiché ha una funzione operativa nel sistema sanitario campano, inizia la sua giornata lavorativa con il solito disbrigo delle pratiche di competenza che tiene ben in evidenza sulla scrivania.

Ma, improvvisamente, ha un’idea, anzi una idea brillante perché è il frutto di una mente burocraticamente brillante, al punto di ricordarsi che nel lontano 1999, la Giunta Regionale campana autorizzò, a favore dei medici di pronto soccorso, per le gravissime responsabilità e le attività usuranti del loro lavoro, una retribuzione oraria aggiuntiva di 10.000 lire, oggi divenute euro 5,16. E allora che fa questo qualcuno? Fa adottare alla direzione della sua ASL, che nel caso è la ASL Napoli 3, un provvedimento di sospensione del pagamento di questa somma aggiuntiva sullo stipendio dei medici che ne beneficiavano. Anche se è difficile, cerchiamo di immaginare, con un piccolo sforzo, la sua soddisfazione da funzionario efficiente ed integerrimo, per aver fatto conseguire al bilancio della sua Amministrazione il risparmio del pagamento in parola.

Contro questo insensato provvedimento però, non solo uno dei medici interessati ha fatto opportunamente ricorso, ma soprattutto, e con tutta l’autorevolezza del suo ruolo elevato, è intervenuto il Difensore Civico campano che ha formalmente invitato e diffidato il Direttore Generale dell’ASL Napoli 3, i Direttori Generali di tutte le ASL della Campania e il Presidente della Regione Campania, a revocare e a far revocare tale iniquo e ingiustificato provvedimento.

Sulla questione esposta finora, vale la pena di sottolineare, al di là dei suoi aspetti giuridici, che quello che sconcerta è constatare fino a che punto può arrivare l’efficienza della pubblica amministrazione quando è affidata nelle mani di burocrati… super efficienti!

Sarebbe interessante conoscere nome e cognome del funzionario che, invaso dall’alto senso del dovere, in questo tragico momento della nazione, in cui proprio i medici in particolare stanno in prima linea, anzi in trincea, a combattere per la vita di tutti gli italiani, compresa la sua, ha proposto e/o ha disposto la sospensione del pagamento di questa misera somma aggiuntiva sul loro stipendio.